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Trento
02 aprile | 19:49

"Un salto tempo alla scoperta della miniere". Al via le visite guidate dell'Ecomuseo: "Un mondo sotterraneo immutato da mille anni tra colori, laghetti e piccoli d'acqua"

Una serie di visite guidate organizzate dall'Ecomuseo dell'Argentario per scoprire le miniere e i suoi segreti

"Un salto tempo alla scoperta della miniere"

TRENTO. "E' un salto nel tempo, una miniera medievale perfettamente conservata e scavata a mano perché non è mai stato usato esplosivo". Queste le parole di Ivan Pintarelli, collaboratore dell'Ecomuseo dell'Argentario, nel lanciare le visite guidate al Sentiero delle Canope, un percorso che valorizza il patrimonio minerario e un territorio suggestivo come il lago di Santa Colomba. "Un sistema molto complesso e articolato, ci sono miniere di tutti i tipi, quelle più semplici e lineari, ma altre che sono veri e propri pozzi verticali".

 

Sfruttate in epoca medievale, le miniere sono poi state abbandonate e dopo un declino di oltre 500 anni l'Ecomuseo ha investito per riqualificare l'area. Un mondo sotterraneo immutato da mille anni tra colorilaghettipiccoli corsi d'acqua e messaggi. Caschetti e torce, tuta e accompagnatore di territorio o guida alpina, la proposta è una serie di appuntamenti che propongono una visita speleologica. La prima data è quella di domenica 7 aprile, le altre sono in calendario per domenica 21 aprile, 5 maggio, 19 maggio, 2 giugno e 16 giugno (Qui info).

 

Il territorio dell'Ecomuseo è un sistema molto complesso e articolato, attraversato da una fitta rete di sentieri adatti a tutti: dai piccoli esploratori agli amanti della storia, dagli appassionati di natura agli sportivi. Un viaggio alla scoperta dell'estrazione dell'argento in quell'area, dove sono oltre 200 le miniere, tutte intensamente sfruttate fino al 1500 circa prima della scoperta dell'America e dell'abbandono delle attività.

 

"Si ritrovano antiche opere per far defluire le falde e evitare allagamenti, ma anche le tracce dell'ingegno umano. Queste miniere - spiega Pintarelli - sono state sfruttate in modo molto intensivo, tanto che il Principe Vescovo aveva firmato il primo codice europeo per regolamentare la coltivazione mineraria. I filoni si sono esauriti e così l'attività si è spostata in Alta Valsugana, in particolare nelle zone di Perginevalle dei Mocheni Panarotta. In alcuni casi intorno agli anni del 1950 alcuni avventurieri sono riusciti a entrare per verificare la possibilità di sfruttare questi canali per l'estrazione di altri materiali, come la barite. L'esito si è rivelato negativo e così sono state nuovamente abbandonate, fino ai giorni nostri quando abbiamo deciso di investire per salvare e riproporre questi luoghi della memoria".

 

Attive anche le altre proposte dell'Ecomuseo dell'Argentario: l'Orrido di Ponte Alto, spettacolare canyon scavato dalle acque tumultuose del torrente Fersina nel corso di migliaia di anni  che ospita le opere idrauliche più antiche del mondo per proteggere Trento, e il Giardino dei Ciucioi, detto anche Giardino Bortolotti, che è un giardino pensile unico nel suo genere, dove rovine e vegetazione giocano insieme per creare un’atmosfera sospesa a metà, tra sogno e realtà.

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